A Cuneo e Savigliano due giorni sui significati del termine ‘debito’ con il Cespec

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Venerdì 2 maggio dalle 14.30 alle 18.30 presso la sede universitaria ex Mater Amabilis (via A. Ferraris di Celle 2) a Cuneo e sabato 3 maggio dalle 9.30 alle 12.30 presso il polo universitario ex convento di Santa Monica (via Garibaldi 6) a Savigliano, si svolgerà il workshop dal titolo “Le maschere del debito”, due giorni di appuntamenti con giuristi, filosofi e studiosi di scienze sociali che affronteranno la questione del ‘debito’ da diverse prospettive. L’evento è organizzato dal Cespec (Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo) con la collaborazione scientifica dell’Osservatorio sulle Crisi di Impresa, il patrocinio della Città di Cuneo e del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, grazie al contributo della Fondazione Crc. L’ingresso è libero.

“Nell’attuale contesto economico – afferma Graziano Lingua, presidente del Cespec – uno dei termini che ricorre più spesso e che solleva più discussioni è senza dubbio la parola ‘debito’, questo almeno a partire dall’inizio della cosiddetta ‘crisi dei debiti’ a livello internazionale, sviluppatasi negli anni 2007-2008 e i cui effetti drammatici abbiamo visto in questi anni. Il workshop che abbiamo organizzato parte da questa cocente attualità per offrire un contributo al dibattito sul debito da punti di vista meno usuali, ma che riteniamo altrettanto importanti”. Nel linguaggio comune con ‘debito’ si evidenzia normalmente l’aspetto economico, legato cioè al denaro e alla moneta e al circolo debito-credito, ma a ben vedere questa dimensione si intreccia con altri ambiti dell’esperienza ed esistenza umana. “È di questi altri aspetti – aggiunge Giacomo Pezzano, organizzatore dell’incontro – che vuole occuparsi il workshop. Infatti, del debito esiste per esempio un aspetto politico (la ‘fiducia’ che cementa il legame sociale, nelle classiche e contemporanee forme di contrattualismo), etico (la questione della ‘responsabilità’, centrale per esempio nel dibattito bioetico) e religioso (il ‘peccato originale’ e insieme ‘originario’, il ‘senso di colpa’ nel suo costitutivo rapporto con la coscienza credente), che sembrano in ultima istanza rimandare a un significato antropologico, cioè al ruolo che il ‘debito-credito’, inteso come relazione, gioca nella vita umana e nella costruzione dei legami sociali”.

I lavori si apriranno venerdì 2 maggio a Cuneo con l’intervento di Fabrizio Aprile (magistrato presso il Tribunale di Torino) su “Debito e precarietà”. A seguire, Pierre-Yves Quiviger (Université de Nice – Sophia Antipolis) interverrà su “Debito, obbligo e diritto naturale”; concluderà i lavori Philippe Poirier (Université du Luxembourg) parlando de “I trattati europei, i parlamenti europei e nazionali e la nuova governance economica. Una questione di legittimità democratica”. Introduce e modera Graziano Lingua (Università di Torino). Sabato 3 maggio a Savigliano è in programma la seconda sessione; interverrà Angelo Paletta (Università di Bologna) con una discussione su “Il debito formativo come opportunità di sviluppo del capitale umano?” cui farà seguito una tavola rotonda a partire dal numero monografico della rivista “Lessico di Etica pubblica”, curato da Giacomo Pezzano, dedicato al tema “Forme del debito”. Interverranno gli autori dei saggi: Lia Bruna, Barbara Scapolo, Fabio Mancini, Antonio Moretti, Giulia Venturelli, Ernesto Sferrazza Papa e Gabriele Vissio. Introduce e modera Giacomo Pezzano (Cespec).

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