Presentazione del libro di Alessandro Casiccia “I paradossi della società competitiva”

cespec-home

All’Ippogrifo di Cuneo si presenta il libro “I paradossi della società competitiva”
Martedì 26 marzo alle 18 con l’autore Alessandro Casiccia e l’avvocato Mauro Mantelli

Martedì 26 marzo alle 18, presso la libreria Ippogrifo (corso Nizza 3) a Cuneo, si terrà la presentazione del libro “I paradossi della società competitiva” di Alessandro Casiccia (Università di Torino), che per lunghi anni ha avviato un progetto di ricerca sulle reazioni conservatrici alla globalizzazione, con intuizioni “profetiche” in rapporto alle cause e agli effetti della crisi finanziaria globale. Discuterà con l’autore l’avvocato Mauro Mantelli. Introdurrà l’incontro Sergio Carletto, presidente del Cespec (Centro studi sul pensiero contemporaneo). L’evento rappresenta l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri di ‘Pecunia non olet’, il progetto di promozione culturale promosso dal Cespec con il contributo della Fondazione Crc.
“La competitività ricorre oggi nel linguaggio comune – afferma il presidente del Cespec, Sergio Carletto -. E sembra imporsi ovunque quale esigenza assoluta sia per poter agire sul mercato mondiale, sia per stemperare le rigidità organizzative pur esistenti in ogni amministrazione e in ogni impresa. Ma è ormai evidente che, una volta introdotta la competizione tra i lavoratori, immediatamente si apre la via che conduce verso la precarietà, l’asservimento, la pericolosità per la vita stessa; mentre declinano la forza rivendicativa e lo spazio per i diritti. L’imperativo della competizione sembra investire ogni aspetto dell’esistenza umana con effetti capillari sulle esistenze dei singoli e delle istituzioni sociali. E nella sua forma estrema, l’ipercompetizione può condurre a esiti opposti, a comportamenti di aggressione o viceversa di rinuncia”.
Il libro affronta questo ‘dogma’ del nostro tempo, non nascondendone i tratti di verità, ma insieme svelandone sia le possibili derive verso l’irrazionalità e la barbarie, sia l’intrinseca auto-contraddittorietà. Infatti, oltre a emergere una forte disparità di potere fra i grandi attori dell’economia finanziaria globale, si rileva un progressivo ridursi del loro numero, quindi una possibile tendenza verso il capovolgersi della competizione nel suo stesso opposto, cioè verso il dominio di pochi giocatori, in grado di stabilire accordi fra loro e dominare la scena mondiale.