Pubblicazioni

Il Cespec ha promosso in questi anni molteplici pubblicazioni nelle due collane di diretta emanazione, la Collana Boulé presso le edizioni ETS di Pisa (In collaborazione con la Scuola di Alta Formazione di Acqui Terme) e la Collana Pluriverso presso l’editore Medusa di Milano. I singoli volumi contenuti in queste due collane sono il frutto dei diversi progetti di ricerca promossi dell’Associazione. Questa sezione contiene inoltre una lista di alcune pubblicazioni individuali dei principali collaboratori del Cespec stesso, elencate in fondo alla pagina. 


EDIZIONI ETS

 

2015

D. Sisto (a cura di), Natura, tecnica e cultura. Profili etico-pubblici del dibattito sulla natura umana, ETS, Pisa 2015

natura tecnica cultura

L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi: ciò che diceva Ovidio, nelle Metamorfosi, rappresenta lo slogan perfetto per capire il mondo in cui stiamo vivendo. Gli inediti intrecci tra naturale e artificiale, le teorie dell’homo cyborg, la progressiva medicalizzazione della società, il ruolo del corpo nella realtà del virtuale e l’incidenza del “post-umano” nell’attuale spazio pubblico rendono sempre più complicato stabilire una volta per tutte cosa sia la natura umana.
Il presente volume propone un quadro esaustivo dei modi in cui oggi pensiamo la natura umana, introducendosi nell’universo del post-umano e cercando di analizzare le conseguenze epistemologiche, etiche e politiche del problematico rapporto vigente tra natura, tecnica e cultura nel mondo contemporaneo.

Il volume contiene saggi di Remo Bodei, Ubaldo Fadini, Mark Hunyadi, Guillaume Le Blanc, Giuseppe O. Longo, Roberto Marchesini, Alberto Pirni, Vallori Rasini, Emanuele Rossi, Davide Sisto, Valentina Sonzogni.

2014

D. Sisto, Narrare la morte. Dal romanticismo al post-umano, ETS, Pisa 2014

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Per Vladimir Jankélévitch l’uomo è davanti alla morte come davanti alla profondità superficiale del cielo notturno: non sa a cosa dedicarsi e la sua riflessione resta senza materia. Il legame tra il pensiero e la morte diviene ancor più problematico quando i progressi della medicina consentono di delimitare nella morte due dimensioni non distinte dalla natura: la cessazione dell’attività neurologica e la cessazione dell’attività cellulare.
Il volume ricostruisce il percorso teorico che porta dal ruolo simbolico della morte nella vita (Schelling, Fechner e il romanticismo tedesco) alla sua rimozione socio-culturale nel XX secolo (Scheler, Jonas, Baudrillard, Morin) e all’idea contemporanea che la medicina e la tecnologia possano realizzare l’immortalità terrena (Günther Anders, il post-umano). Tale percorso evidenzia la centralità del tema della morte per comprendere, da una parte, il ruolo dell’uomo nel mondo e per capire, dall’altra, le trasformazioni subite dal rapporto tra naturale e artificiale.


2013

G. Lingua, Esiti della secolarizzazione. Figure della religione nella società contemporanea, ETS, Pisa 2013

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Il dibattito sul ruolo delle religioni nella società europea contemporanea è più che mai vivo. L’inattesa vitalità delle fedi e il protagonismo pubblico delle chiese sembrano contrastare la convinzione diffusa secondo cui la modernizzazione avrebbe dovuto condurre ad un declino del religioso. Contro coloro che con troppa facilità interpretano la situazione attuale come il segnale di una crisi o addirittura di una fine della secolarizzazione questo libro propone invece di continuare ad utilizzare tale cornice teorica, evitandone le letture riduzionistiche e valorizzando gli elementi di trasformazione indotti dalla nuova situazione religiosa venutasi a creare.

Invece di accontentarsi dei facili slogan sulla rinascita del religioso, l’autore argomenta, attraverso un serrato confronto con alcuni protagonisti del dibattito recente (quali, tra gli altri, Ch. Taylor, J. Habermas, M. Gauchet, J. Casanova), l’idea secondo cui il concetto di secolarizzazione contiene al proprio interno elementi irreversibili che vanno difesi. Essi hanno importanti conseguenze non soltanto sul versante della costruzione di un orizzonte etico-pubblico comune in regime di pluralismo religioso e morale, ma anche sul senso stesso dell’esperienza religiosa e sulle condizioni che legittimano la scelta di continuare a credere anche in un contesto secolare.

 

G. Pezzano – D. Sisto (a cura di), Immagini, immaginari e politica. Orizzonti simbolici del legame sociale, ETS, Pisa 2013

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L’immagine non può essere interpretata soltanto come “riproduzione” e “copia” di un modello originale, ridotta quindi ai soli ambiti della rappresentazione e della finzione. Essa contiene al proprio interno forza istituente e capacità autonoma di creare realtà in senso relazionale, dunque politico, generando altresì immaginari sociali che incidono profondamente sullo sviluppo della società.

Dalla dimensione etico-politica della realtà democratica alle relazioni internazionali, dallo human enhancement al virtuale, dalla moneta al paesaggio: i contributi qui raccolti, esito di un progetto di ricerca del Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (Cespec), analizzano e mettono in discussione con diversi tagli disciplinari le forme, i simboli e le pratiche sociali che segnano il passaggio tra XX e XXI secolo.
L’obiettivo del volume è ripensare l’immagine (e con ciò l’immaginario) come lavorio individuale e collettivo di “montaggio” simbolico della realtà e di costruzione sociale di significati, le cui conseguenze sono determinanti in senso sia positivo sia negativo per gli equilibri etico-politici del mondo contemporaneo.

Il volume contiene i contributi di Roberto Franzini Tibaldeo, Paolo Heritier, Graziano Lingua, Paolo Monti, Roberto Orsi, Giacomo Pezzano, Alberto Pirni, Sergio Racca, Davide Sisto.


2012

Graziano Lingua, Il pensiero ricostruttivo. Comunicazione ed etica nel pensiero di Jean – Marc Ferry, ETS, Pisa 2012

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Per non restare indifferente ai problemi posti dalle società tecnologicamente avanzate la filosofia ha bisogno di dare nuove figure al proprio compito critico. A questa sfida sembra rispondere la sensibilità “ricostruttiva” che caratterizza il pensiero di alcuni protagonisti dell’attuale panorama filosofico europeo, i quali non si lasciano irretire nel gergo della infinita decostruzione dei significati, né si limitano alla celebrazione delle differenze, ma si impegnano a elaborare un nuovo concetto di razionalità pubblica. Ne emerge un pensiero che, pur non rinunciando alle esigenze di controllo metodologico dell’argomentazione, si dimostra tuttavia sensibile ai registri espressivi della narrazione e attento a riconoscere le identità e i contesti vissuti degli attori sociali. 

La filosofia della comunicazione e l'”etica ricostruttiva” di Jean-Marc Ferry rappresentano bene questo sforzo di ripensare il progetto filosofico della modernità. In esse Ferry si impegna a risemantizzare il senso di alcune categorie centrali del moderno, a partire dalle questioni etiche e politiche poste dalla società contemporanea. Al centro della sua proposta filosofica vi è lo sforzo di concepire la “ricostruzione” non soltanto come una generica categoria descrittiva della sensibilità di cui dicevamo, ma come un vero e proprio principio in grado di contribuire alla ridefinizione del compito stesso della filosofia.
Il presente studio affronta l’intero arco della produzione di Ferry a partire dal nesso tra comunicazione ed etica. Attraverso un dialogo tra il suo pensiero e le proposte di altri protagonisti del dibattito attuale, tra cui Habermas, Apel, Ricoeur, Rawls e Honneth, il libro tocca così alcuni dei temi più stimolanti della ricerca filosofica contemporanea.


2011

Graziano Lingua (a cura), Ripensare la laicità, ETS, Pisa 2011

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Ripensare la laicità non significa disconoscere il ruolo fondamentale che la separazione tra istituzioni pubbliche e fedi religiose ha avuto nella storia dell’Occidente, ma fare i conti con un contesto in cui sta mutando il rapporto tra religione e politica. Il nuovo protagonismo pubblico delle chiese e il pluralismo culturale, che caratterizzano la società contemporanea, chiedono una maggiore attenzione critica nei confronti dei modelli teorici e delle attuazioni pratiche che sono state messe in campo per legittimare lo Stato e la sua neutralità nei confronti delle convinzioni morali e religiose dei cittadini. In tale contesto, la difesa della laicità deve continuare a salvaguardare la sfera pubblica dalle ingerenze delle religioni o deve piuttosto pensare a nuove modalità che permettano un uguale rispetto verso le convinzioni secolari e le credenze religiose? Concedere un ruolo politico maggiore alle fedi non rischia però di intaccare alcuni principi irrinunciabili della modernità e di vanificare le conquiste proprie delle società secolari?

Il volume cerca di rispondere a queste domande offrendo una serie di contributi provenienti da diverse sensibilità con l’obiettivo di uscire dalla polemica che spesso circonda il tema e di aprire percorsi di ricerca attenti ai mutamenti culturali in atto.Il volume contiene saggi di Jean Baubérot, Sergio Carletto, Alessandro Ferrara, Jean-Marc Ferry, Giovanni Filoramo, Graziano Lingua, Jean-Pierre Machelon, Maurizio Pagano, Gian Enrico Rusconi, Stefano Sicardi.

2010

Graziano Lingua (a cura), Religioni e ragione pubblica, ETS, Pisa 2010

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Il protagonismo delle religioni e delle Chiese nella sfera pubblica contemporanea è un fenomeno che data ormai da qualche decennio. Si è così cominciato a parlare di de-privatizzazione della religione, di ritorno e rinascita della stessa o più semplicemente si definisce il nuovo contesto come “post-secolare”.
Le ricerche qui pubblicate, frutto di un progetto del Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (Cespec), si innestano sul dato sociologico con una prospettiva critico-filosofica che non solo analizza le matrici culturali del fenomeno, ma si interroga anche sulle sue ricadute socio-politiche. Attraverso un confronto con filosofi (Rawls, Habermas, Ferry, Anders e Ricoeur) e teologi (Ratzinger e Theobald) gli autori riconoscono la sfida rappresentata dal nuovo contesto e mettono in luce gli apporti positivi e i rischi che esso può rappresentare per l’assetto della democrazia contemporanea.
Indice
Religioni e sfera pubblica contemporanea. Alcune questioni preliminari – Graziano Lingua 7 // Il post-secolare: un equivoco che dà a pensare – Sergio Carletto 29 // Il recupero del discorso religioso in Jürgen Habermas. Aperture e limiti di una proposta postmetafisica – Massimo Fiorio 45 // Tra l’escludere e l’accogliere. Il contributo delle religioni alla sfida della convivenza ragionevole – Alberto Pirni 71 // Le risorse morali dello spazio pubblico.Per una riforma della neutralità liberale – Graziano Lingua 97 // L’ermeneutica di Paul Ricoeur tra militanza filosofica e professione religiosa: uno studio preparatorio – Alberto Martinengo 121 // La religione nell’era della tecnica: riflessioni sull’escatologia di Günther Anders – Davide Sisto 141 // Una maniera di abitare il pluralismo. Il Cristianesimo come ospitalità e apprendimento secondo C. Theobald – Duilio Albarello 163 // Vangelo e politica. Sulla posizione di Benedetto XVI – Sergio Carletto 195 // Gli autori 221



EDIZIONI MEDUSA – COLLANA PLURIVERSO

 

2007

S. Carletto (a cura di), L’ idea di Europa. Passato e futuro della Costituzione europea. Atti del Convegno (Cuneo, 1-3 dicembre 2005)

 

Firma

Nel sessantesimo anniversario dell’eccidio di Duccio Galimberti, eroe nazionale della Resistenza e autore di un organico “Progetto di Costituzione europea”, e nell’imminenza dei cinquant’anni dai Trattati di Roma, il Comune di Cuneo e il Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo, nel dicembre 2005 chiamarono a raccolta alcuni fra gli intellettuali più importanti nel contesto europeo (filosofi, giuristi, politologi e sociologi) per un convegno interdisciplinare dedicato al futuro del processo di integrazione politico-costituzionale dell’Unione Europea e alle radici filosofiche, culturali e spirituali del Vecchio continente. La sigla a Roma del Trattato Costituzionale (29 ottobre 2004), frutto dei lavori della Convenzione europea del 2002-2003, sembrava allora autorizzare un cauto ottimismo su un futuro di efficaci innovazioni istituzionali che consentissero all’UE allargata a 27 Paesi una maggiore coesione interna e la capacità di corrispondere alle sfide geopolitiche, economiche, sociali e ambientali poste dalla globalizzazione all’inizio di questo nuovo millennio. Tuttavia, dopo l’esito negativo dei referendum francese e olandese nel 2005, e le perplessità di altri partner, l’Unione Europea si è presa una pausa di riflessione sul destino del Trattato Costituzionale. La maggior parte dei numerosi e documentati contributi dei relatori del Convegno cuneese si sforzano di riflettere sulle vie concrete di uscita dalla “crisi” o “stallo” in cui l’UE si trova oggi.


 2006

J.-M. Ferry, L’etica ricostruttiva, a cura di G. Lingua

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Rintracciare una ragione non-violenta che serva da fondamento alla convivenza sociale è oggi più che mai urgente. Nella società multiculturale, attraversata da uno strisciante scontro di civiltà, è sufficiente l’argomentazione per raggiungere un’intesa pubblica sulle norme comuni, oppure un modello come l'”etica del discorso” di Habermas risulta insufficiente? Occorre allora lasciare spazio alle varie narrazioni identitarie, alle tante filosofie comunitariste che fondano la convivenza su tradizioni in costante lotta tra loro? Oltre questa polarità tra argomentazione e narrazione Jean-Marc Ferry, propone un modello di etica pubblica fondato sulla nozione di “ricostruzione” e su una riformulazione della teoria del riconoscimento. 

H. Jonas, Potere o impotenza della soggettività? Il problema anima-corpo quale preambolo al «Principio responsabilità», a cura di R. Franzini TIbaldeo

Jonas

Questo saggio, pubblicato nel 1976 da Jonas in lingua inglese, doveva essere il punto nodale del celebre “Il principio responsabilità”, capace di fare da raccordo nella riflessione fra le ragioni della realtà naturale dell’uomo e quelle della sua interiorità e libertà. Punto di partenza, la condizione che Cartesio aveva delineato di un dualismo irrisolvibile fra corpo e anima, secondo Jonas ancora operante nelle concezioni etiche e scientifiche contemporanee. Sviluppando questo discorso, Jonas si rese conto che “Il principio responsabilità” avrebbe toccato soltanto marginalmente le questioni etiche del rapporto fra mente e corpo, che invece meritavano una trattazione più estesa e specifica. Decise, così, di far vivere questa parte in piena autonomia: la tesi di fondo è che la scienza moderna ha ridotto lo “spirito” (o l’anima) a una sorta di ornamento della realtà esteriore, una manifestazione superficiale del dualismo cartesiano che per Jonas non ha ragione di essere. Fra “spirituale” e “corporeo” vi è un’interazione che mantenendo la loro distinzione non li pone tuttavia in opposizione. E questo apre il campo alle successive riflessioni di Jonas sulla società biotecnologica. 


2005

S. Carletto (a cura di), Etica pubblica, finanza, globalizzazione. Quali regole dopo gli scandali?

Etica pubblica, finanza e globalizzazione

Il sistema finanziario italiano ha bisogno di ritrovare responsabilità e trasparenza. L’impresa finanziaria, la società di capitali e il mercato che dovrebbe sostenerla attraversano tempi difficili. A pochi anni di distanza dall’euforia dovuta al boom della New Economy, una serie di ombre, di inquietudini e di veri e propri scandali, minano la fiducia degli investitori, degli operatori finanziari, dei consumatori e degli altri soggetti dell’economia globalizzata. Anche se l’economia reale tornerà a crescere, la sfida della globalizzazione dei mercati pone la necessità di adottare comportamenti socialmente responsabili a tutti i livelli. Questo libro indica le basi su cui rifondare l’etica della finanza.

 2004

R. Franzini TIbaldeo – S. Carletto (a cura di), Il globo e la spada. Scenari futuri dell’Europa unita

globo e la spada

Quindici anni dopo il crollo del muro di Berlino e della Cortina di Ferro, che aveva lacerato il cuore del “vecchio” continente, i tempi appaiono ormai maturi per chiedersi se nel prossimo secolo l’’Europa tornerà a costituire uno dei centri dell’’equilibrio geo-politico mondiale. Quale Europa sarà in grado di realizzare tale compito? Quella che è indissolubilmente figlia dei valori di pace e di tolleranza, scaturiti dal ceppo culturale ebraico-cristiano e riproposti in forma alta dalla tradizione illuministica: si tratta di costruire, a partire di qui, un modello politico-culturale di convivenza fondato sul dialogo tra i diversi nell’ambito di una rifondata “communitas”. Tuttavia, i processi di globalizzazione in corso, in particolare quelli che si stanno sviluppando a livello politico ed economico, rendono questa sfida estremamente ardua se non destinata all’’insuccesso: l’’eclissi della sovranità degli stati-nazione, sempre più in difficoltà nell’’esercitare il proprio controllo sul territorio, sui propri cittadini e ancor più sui capitali finanziari e sui mercati rende precario ogni intervento politico. Il volume si apre con due relazioni a carattere introduttivo, la prima riguardante la problematicità e al tempo stesso l’’urgenza del costituirsi di una sfera pubblica globale (Giacomo Marramao), la seconda interessata ad analizzare, in ottica sociologica, il concetto di globalizzazione e a evidenziarne gli equivoci (Christian Wehlte). Segue poi un gruppo di interventi volti a chiarire l’’identità politica dell’’Europa in relazione alle questione delle guerre internazionali, da un lato, e del fenomeno della globalizzazione, dall’’altro. Si tratta dei saggi del giurista Antonio Baldassarre, del politologo Luigi Bonanate, dei filosofi della politica Carlo Galli, Pier Paolo Portinaro e Gian Enrico Rusconi e del sociologo Alessandro Dal Lago. Oggetto del confronto è il tema dell’’identità europea (ivi compresa la questione del peculiare percorso storico-istituzionale mediante cui l’’Europa si è costituita e si sta realizzando) in relazione a questioni di politica internazionale, quali, ad esempio, il terrorismo internazionale e il concetto di “potenza civile”. Chiudono il volume due interventi dedicati, rispettivamente, all’’approfondimento, in chiave filosofica, di alcuni nodi problematici del concetto di globalizzazione (Sergio Carletto) e al rapporto attuale e al ruolo possibile svolto dal cattolicesimo nei confronti del mondo globalizzato (Angelo Maffeis).


EDIZIONI MEDUSA – COLLANA ARGONAUTI

 

G. Lingua (a cura di), Il segreto dell’immagine. Potenza e ambiguità della rappresentazione

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Chi pensa che l’’immagine sia la forma di comunicazione più diretta e chiara che l’’uomo abbia a propria disposizione dovrà ricredersi leggendo questo volume curato da Graziano Lingua. Il libro intende proprio mostrare come la comunicazione visiva contenga al proprio interno una serie di ambiguità che nascono dalla forma stessa con cui l’immagine comunica il proprio contenuto. Abituati come siamo a comunicare attraverso le immagini, occorre fare un passo indietro per accorgerci di come le immagini siano tutt’altro che lo specchio della realtà. In esse si annida una zona misteriosa dove verità e falsificazione si mescolano spesso in modo inestricabile. Come si sottolinea nell’Introduzione, gli strumenti critici che la nostra società ha elaborato per interpretare il visuale e canalizzare la sua potenza sono veramente esigui. Si pensi soltanto alla scarsità di attenzione che a questo tema viene dato nella formazione scolastica e alla sproporzione del tempo dedicato alla parola rispetto a quello dedicato all’’immagine. Questa carenza di strumenti critici, specialmente rispetto alla storia dell’immagine nella cultura occidentale, ci rende incapaci di cogliere l’ambivalenza che è propria della comunicazione visiva. Per colmare questo gap di conoscenza il libro offre un contributo articolato, sia sul versante storico, sia sul versante teorico. La convinzione che accomuna gli autori si può così sintetizzare: per cogliere lo specifico dell’’immagine nella cultura contemporanea occorre confrontarsi con le ambiguità che hanno caratterizzato la storia stessa del concetto di comunicazione visiva. Da questo punto di vista centrale diventa una serie di problemi teorici su cui si sono scontrati generazioni di filosofi, quali la struttura mimetica dell’’immagine, la compresenza di imitazione e dissimulazione, la potenza persuasiva dell’’immagine e la sua capacità di farci credere reale un mondo illusorio. Non è tuttavia corretto pensare che l’’immagine generi soltanto illusione come fanno alcuni autori dal tratto “apocalittico”, quali Adorno e Ellul, i quali condannano in blocco la società contemporanea, proprio perché è una società dell’’immagine e non della parola. Come mostrano i contributi di Federico Luisetti, Roberto Salizzoni e Paolo Heritier non è demonizzando le immagini che le si comprende al meglio. Va quindi cercata una nuova filosofia dell’immagine che sia in grado di portare a parola il segreto che si nasconde all’interno della loro ambiguità. Per fare ciò è però necessaria una consapevolezza storica rispetto a come questa ambiguità sia emersa nel corso dei secoli. Ecco allora i sondaggi storici sulle origini del cristianesimo e lo sviluppo dell’immagine sacra (Graziano Lingua), sull’’emblematica rinascimentale (Giorgio Maragliano) e sulle avanguardie contemporanee (Massimo Donà, Elio Grazioli).



ALTRE PUBBLICAZIONI DEI COLLABORATORI DEL CESPEC 

 

G. Lingua, L’ icona, l’idolo e la guerra delle immagini. Questioni di teoria ed etica dell’immagine nel cristianesimo, Medusa, Milano 2006

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Cosa nasconde la fortuna crescente di cui gode in Occidente l’icona ortodossa? È un fascino passeggero, una banale moda esotica, resa più forte dalla perdita di senso religioso nell’arte occidentale? O in questo interesse si nasconde una attrazione più profonda che tocca i fondamenti stessi del rapporto con l'”immagine di Dio”? È a partire da questa seconda ipotesi che l’autore, studioso di filosofia russa e docente di comunicazione visiva, interroga le fonti del pensiero sull’icona, dalla patristica fino alla filosofia russa del Novecento, per mostrare, contro l’ingenua esaltazione di certo spiritualismo contemporaneo, le feconde contraddizioni del pensiero iconologico e l’insanabile conflitto che lo attraversa. Conflitto con l’idolatria, che tenta ogni immagine di Dio, ma conflitto anche con l’immagine pura e semplice che imprigiona lo sguardo senza aprire all’ulteriorità divina di cui l’icona è custode. L’icona crea fronti contrapposti fino alla guerra e la venerazione delle immagini si accompagna costantemente al loro rifiuto fino alla loro distruzione. Dal divieto dell’Antico Testamento fino all’iconoclastia bizantina, la negazione dell’immagine diventa un sano antidoto agli eccessi di quella “civiltà dell’immagine” le cui conseguenze devastanti sono sotto gli occhi di tutti. Questo libro vuole essere un percorso tra arte, teologia e politica alla ricerca di quei fondamenti che possono consentire di vivere l’immagine senza idolatrie.

G. Lingua (a cura di), Icona e avanguardia. Percorsi dell’immagine in Russia, Zamorani, Torino 1999

Icona e avanguardie

Gli studi contenuti in questo volume mirano a delineare i fondamenti dell’estetica dell’icona, mostrando come essi entrino a costituire alcune delle fondamentali scelte formali e contenutistiche dei più importanti artisti delle avanguardie russi: da Malevich, El Lissitskij e Chagall fino a Kandinskij e a tanti altri. L’accostamento tra icona e avanguardie non è ovvio ed immediato. È sufficiente confrontare l’impatto visivo di un’icona di Rublev con quello di un quadrato nero di Malevich per rendersi conto di quanto grande sia la loro distanza. Eppure un’interessante costellazione di elementi comuni avvicina in modo decisivo queste due forme espressive e la loro concezione dell’immagine. Ne emerge un quadro ampio della visione del mondo russa e della sua concezione del bello, che proprio nell’icona medioevale trova la sua sorgente più autentica.

G. Lingua, Oltre l’illusione dell’Occidente. P. A. Florenskij e i fondamenti della filosofia russa, Zamorani, Torino 1999

oltre l'illusione

Quella di Pavel Florenskij, fucilato nel 1937 nella regione di Leningrado, è una delle figure più interessanti e complesse della cultura russa. Sulla sua opera multiforme (fu matematico e scienziato, studioso d’arte, teologo e filosofo) per quasi mezzo secolo è caduto un velo di misterioso e sofferto silenzio, che solo in anni recenti si sta sollevando con il diffondersi delle pubblicazioni dei suoi scritti e degli studi sulle sue opere.

Questo libro si pone l’obiettivo di contribuire al lavoro di restituzione critica della figura e del pensiero di Florenskij relativamente alla sua ricerca filosofica. Attraverso l’analisi del complesso intreccio di protagonisti e teorie che ne hanno fecondato il pensiero, nella vigorosa fioritura culturale della Russia dei primi decenni del Novecento, si delinea così un’organica ricostruzione della riflessione di Florenskij all’interno della russkaja religioznaja filosofija.


D. Sisto, Lo specchio e il talismano. Schelling e la malinconia della natura, AlboVersorio, Milano 2009

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“Lo studio di Davide Sisto, che qui brevemente presentiamo, è innanzitutto una ricerca lucida e coraggiosa. Lucida, poiché è stata in grado di individuare e trattare con intelligenza e chiarezza un tema che, per più di un aspetto, potrebbe persino essere definito il tema del pensiero di Schelling; coraggiosa, poiché, nel corso del suo svolgimento, non si è lasciata distogliere dai mille rivoli, pur importanti, che il pensiero stesso di Schelling, quasi a voler disorientare lo studioso, fa dipartire dal proprio centro nevralgico. Ne risulta, se non forse per la prima volta in assoluto, di certo per la prima volta in lingua italiana in maniera così positivamente ossessiva, il ritratto di un pensiero che è stato in grado di cogliere, in quello che normalmente viene definito un mero “stato d’animo” (la melanconia), la chiave per accedere alle profondità dell’anima come legame tra natura e spirito. Lucidità, coraggio , e ossessione, dunque. Dal loro gioco serissimo ricaviamo per noi stessi la cifra per il percorso da seguire”.


G. Pezzano, Tractatus Philosophico-Anthropologicus. Natura umana e capitale, Petit Plaisance, Pistoia 2012

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Il rapporto tra natura umana e capitale può essere riassunto nelle proposizioni che costituiscono l’ossatura di quest’opera: «1. L’umanità è la totalità degli uomini, passati, presenti e futuri»; «2. Esiste un’unica natura umana, passata, presente e futura»; «3. La natura umana (l’umanità), né semplicemente singolare né semplicemente plurale, è singolare-plurale»; «4. Il capitalismo, pur cercando a suo modo di realizzare la natura umana, non rie-sce a esprimerla in maniera compiuta»; «5. Un altro mondo è possibile: la possibilità è il poter essere reale del reale»; «6. La physis è tensione creativa (trans-) alla (stabilità della) forma limitata (-formazione)»; «7. La filosofia non può continuare a oscillare tra “interpretare” e “trasformare”, separarli è precludersi la possibilità di vedere il loro intimo rapporto». La struttura del testo permette però diversi tipi di lettura, diversi tipi di “tagli” e di “attraversamenti”: permette (li richiede persino, a chi voglia soffermarsi a leggerla sino in fondo per criticarla radicalmente) diversi livelli di “immersione” in essa e di problematizzazione di quanto viene affermato e proposto, diversi gradi di pazienza e di interrogazione. In sintesi, questo scritto prova a mostrare “in vivo” quanto afferma: l’unicità della natura umana e la pluralità degli animali umani.


S. Racca, Schelling contra Hegel. Il permanere di un’alternativa nella teologia contemporanea, AlboVersorio, Milano 2013

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Le concezioni filosofiche di Hegel e Schelling non possono esere appiattite l’una sull’altra e confuse all’interno di un’unica visione del mondo ma, al contrario, devono essere concepite come risposte differenti rispetto alla domanda intorno al destino del divino: ma che cosa è rimasto, nel pensiero del XX secolo, dell’intensa contrapposizione tra questi due autori? Questo libro si presenta come un tentativo di osservare da vicino il problema, scovando tracce della sua presenza nella grande complessità della teologia protestante del secolo appena trascorso: lungo le pagine di questo lavoro, la teologia radicale, o teologia della morte di Dio, di William Hamilton, Thomas J.J. Altizer e Dorothee Sölle, riproposizione di un pensiero hegeliano volto a ‘superare’ il divino, ed il sistema di Paul Tillich, rielaborazione del punto di vista schellinghiano indirizzato invece ad affermare una rinnovata presenza del sacro nel reale, vengono dunque a presentarsi come eredi di un dibattito e di una alternativa mai sopiti entro gli sviluppi del pensiero occidentale.